Un biglietto unico sulle corriere per spostarsi o visitare le terre Unesco di Langhe, Monferrato Roero

Un biglietto unico sulle corriere per spostarsi o visitare le terre Unesco di Langhe, Monferrato Roero

Un biglietto unico sulle corriere per spostarsi o visitare le terre Unesco di Langhe, Monferrato Roero

Unire e mettere in collegamento le terre Unesco di Langa, Roero e Monferrato, con un’unica, grande rete affidata alle maggiori compagnie di trasporti sul territorio, in particolare tra Astigiano e Cuneese, per poter garantire un flusso turistico sempre più organizzato e ramificato, oltre a migliorare la capacità di spostarsi di chi in queste terre vive e lavora.

 

Il progetto, uno dei più completi in Italia è già in parte operativo e verrà presentato venerdì 20 aprile ad Asti durante un convegno nazionale nel salone della Provincia, in piazza Alfieri, a cui parteciperanno rappresentanti del mondo politico piemontese e dirigenti delle più importanti compagnie italiane di trasporti su strada.

 

«Diciamo che tutto è partito dalla collaborazione tra il Consorzio astigiano di trasporti Coas presieduto da Enrico Giachino e quello cuneese di Grandabusguidato da Clemente Galleano» spiega Nico Geloso, amministratore delegato dell’ omonima ditta che ha sede a Canelli, nel cuore dei territori vitati diventati patrimonio Unesco e che è tra i gli organizzatori dell’evento astigiano. Un piano partito dalla Regione con il sostegno delle rispettive Province.

Aggiunge Geloso: «Il biglietto cartaceo è già stato sostituito da una tessera contactless che può anche essere ricaricata on line. E inoltre: l’utilizzo delle stesso titolo di viaggio per tutte le aziende che operano sulla medesima tratta; il monitoraggio in tempo reale del servizio e la possibilità di sperimentazione di nuove forme di tariffa (da quella per tratta a una nuova che consente di muoversi sull’intero territorio).

L’Amministrazione provinciale (il presidente è Marco Gabusi, sindaco di Canelli) con la collaborazione delle aziende del territorio, si è fatta promotrice anche di un piano di revisione della rete delle autolinee, finalizzato a dare un servizio mirato alle esigenze della clientela e basato su tre elementi operativi: l’adozione di un servizio cadenzato, con frequenze orarie o bi-orarie; il coordinamento con gli orari (partenze e arrivi) dei treni nelle stazioni di Asti, Nizza, Alba (nel cuore dei paesaggi Unesco) per consentire un maggiore interscambio tra autolinee e rete ferroviaria e anche «l’adozione di modalità alternative di servizio per le aree che hanno meno utenza».

I dati

Il Consorzio astigiano (popolazione servita 220 mila abitanti) e quello del Grandabus (550 mila residenti) hanno trasportato (secondo le ultime cifre ufficiali) qualcosa come 17 milioni e 500 mila passeggeri in un anno (4 milioni il Coas e i restanti Grandabus), con 18 milioni di chilometri percorsi (4 milioni Coas e 14 milioni Grandabus) dalle 460 corriere (110 Coas e 450 Grandabus).

Sono 6 le aziende astigiane e 10 quelle cuneesi che danno lavoro a 600 addetti (450 Grandabus). «Per noi sono numeri importanti che rendono l’idea – dicono i referenti dei due Consorzi – dell’enorme potenziale che ha il cosiddetto trasporto su gomma anche in chiave turistica in queste terre, oltre a essere a tutti gli effetti il primo e più importante sistema di promozione di un territorio».